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9/13/2007 Spese...Ultimamente sono sfigata e squattrinata. Le festività sono lontane e pure i soldi racimolati per il mio compleanno sono finiti, sono andati letteralmente in fumo, parte per le sigarette e parte per i fumetti. Per di più non è uno di quei periodi in cui non devo fare spese, mi sono capitate tra capo e collo cifre da capogiro da sborsare e il mio povero portafogli di Jack piange miseria e solitudine, lamentandosi per quei pochi spiccioletti che tentennano sul fondo. Il motorino è stato risanato, i famosi filetti di cui non avevo fatto parola quasi con nessuno (frecciatina) sono tornati dentro e rifunzionano il clacson, le frecce e l'indicatore del livello di benzina. L'accensione è stata cambiata, il blocca sterzo rimesso a posto, raddrizzata la forca e la sella, completamente spaccata, è stata ordinata. Mettendo in conto tutto, comprese le due giornate di lavoro e considerando pure che ho un negozio di moto sotto casa e conosco bene i proprietari (il mio motorino ce n'ha sempre una, due volte al mese vado a trovarli), quindi mi hanno trattata bene... la bravata che mi hanno combinato al motorino mi costerà più di 200 euro! Come se non bastasse il 29 Settembre ci sarà il matrimonio del fratello del ragazzo di mia sorella (e qua cantate tutti a voce alta la sigla di Beautiful). Per l'occasione ho promesso a mia sorella che avrei evitato di infilarmi in uno dei miei bustini con le stecche e nei pantaloni di latex, non quanto per me che sono temprata ormai ai commenti dei bigotti e dei parenti, quanto per lei che non voglio sfiguri di fronte alla sua presunta futura famiglia. Mi ha concesso di tenere il ciuffo spavaldo (che rimarrà verde finché non finisco il colore) e di non dover per forza indossare una stola di seta cangiante con tacco 12 centimetri e capelli raccolti bon ton. Ieri però son dovuta andare a cercare qualcosa che potesse stare ai patti e mi ha accompagnata proprio mia sorella, in centro, in mezzo a negozi che avrebbero prelevato i miei ultimi spicciolini musicali in fondo al borsello. Ovviamente mi sono rifiutata di sbirciare fra le grandi firme perché, aldilà del prezzo, quello che mi preoccupava era l'entrare con tutta la mia mercanzia in pezzettini di stoffa che quasi non chiudono ai manichini e sono cuciti addosso a modelle 90-60-90. Così sono andata sul tranquillo, negozio sobrio e senza tante pretese, con tutte le taglie esposte e nessuna crisi isterica fra le commesse gemelle delle modelle sopra citate. Scena classica da film, sono entrata nel camerino con almeno 15 cambi diversi. Pantaloni eleganti, maglioncini plissettati, gonnelline sfarzose, abitini da brava bambina. Mentre mi spogliavo dei miei amati abiti neri e della cara maglia con l'orsetto diabolico, andava di sottofondo la Radio sponsorizzata dal negozio, passando canzoni orribili e ricordando ogni tanto "Radio XXX, la Radio del tuo stile". Puntualmente ogni volta borbottavo qualcosa e puntualmente mia sorella, non riuscendo a sentire, aldilà della tendina, che stavo smoccolando per la musica orribile e il commento stupido al mio stile, si avvicinava porgendomi altri sfiziosissimi capi scovati qua e là. Ad ogni cambio uscivo sfoggiando, più che bellissime accoppiate di colori, espressioni sconcertate, spaventate, disgustate, disperate. Tanti vestitini bellini c'erano pure, di un grigio serio e sobrio, ma il problema è che stringevano tutti nello stesso punto, lassù dove abbondo (pur essendo vero che abbondo ovunque) e diciamo le cose come stanno, mi serve proprio tutto tranne un esalta tette! Poi ho trovato lui, carino e con un pò di nero, fantasioso al punto giusto con tanti toni di verde, spalline larghe e lungo fin quasi al ginocchio: un rispettabilissimo abito da matrimonio! Bastava trovare solo un golfino da mettere sopra dato che la cerimonia sarà celebrata al freddo e al gelo, me ne sono messa uno verde, ma la mia anima ne soffriva troppo, così mi sono buttata su uno nero. Infilata una manica, poi l'altra, chiuso il primo bottone e la canzone della famosa radio è cambiata... "You are one of God's mistakes (Tu sei uno degli errori di Dio)..." Oddio sì, Song to say Goodbye, i Placebo! Anche se mi avessero passato The Crawl o Holocaust, due delle canzoni che più detesto ne sarei stata entusiasta, avrei capito che dall'alto della sua superiorità Brian Molko approvava quella mia mise insolita, quel vestitino da campagnola e il mio buon proposito di diventare sorella truzza per un giorno! Ho comprato tutto al volo, lasciando solo le ragnatele e un piccolo ragno volante (Eliot, vieni a riprendertelo :P) nel portafogli. Chiudo alla svelta perché il sonno incombe su una povera studentessa, ma vi ricordo che se vi avanzassero dei soldi, potete portarmeli a mano, mandarli per posta o vaglia al mio indirizzo di casa (fra la 53ima e 3a di Bikini Bottom BB) o ricaricare la postepay. Ovviamente è a vostra scelta il metodo di pagamento, ma mi raccomando cifre sostanziose! P.S. come passa scritto ormai ovunque, diffidate degli amici che tramite Msn chiedono aiuti economici perché i loro account molto probabilmente sono stati rubati e i vostri soldi arricchirebbero solo qualche furbone. Non diffidate di me però :P9/10/2007 Rock'n'Roll High SchoolL'aria di stamattina l'avevo già respirata. Era la stessa di un Sabato notte tardissimo, quando io continuo a dire che "Finché non dormo, non cambia giorno", mentre tutti gli altri, superate le 6 e fatta colazione, si sentono già nella Domenica. Era l'aria di agitazione ed eccitazione, quella delle corse in stazione per non perdere il treno per un concerto importantissimo o una salata colossale da scuola. Ma stamattina l'importante non era rientrare in casa, era andarsene, partire a velocità supersonica e sorpassare tutti, arrivare prima delle bidelle, prima della nuova preside, prima, ovviamente dei compagni di classe. L'importante non era arrivare davanti, spiaccicare le costole sulle transenne del sottopalco, era allontanarsi il più possibile dalla cattedra, dagli occhi indiscreti sempre puntati sul cellulare che io puntualmente uso e sulla mia bocca che non si chiude mai durante le lezioni. Oggi, primo giorno di scuola, alle 07:40 ero già al cancello, mentre l'orario di apertura ufficiale per noi delle quinte era fissato per le 09:30. Prima di me già c'erano la Greta, Sayu e la Smeg, con le mie stesse intenzioni e il nobile proposito di togliere le ultime file alle solite persone perché "La ruota gira" e siamo arrivati al punto di spaccarla o di farla funzionare come si deve. Per non far licenziare nessuno, accenno solo ad una sgamosissima azione frutto di nostre conoscenze, che ci ha permesso di correre in aula (la stessa dell'anno scorso, ultima dell'ultimo piano), fra gli sguardi trasognanti di chi era fuori e le bidelle che ci sbraitavano dietro. Ma forse non tutte erano così moralmente salde o, più semplicemente... qualcuno aveva lasciato aperta la porta delle scale secondarie che nessuno teneva sotto controllo. Fatto sta che in 4 siamo salite e, peggio che a Risiko, abbiamo piazzato caschi e borse su tutti i banchi che servivano a noi e ai compagni con cui avevamo contrattato nei mesi estivi. Dopo poco abbiamo aiutato altri ad infiltrarsi, con una mossa strategica ed una serie di pali nel corridoio, per invadere sempre di più la classe e non lasciare nemmeno un buco vuoto negli angoli remoti e più ambiti. Alle 08:30, orario di ingresso delle classi prime, tutti gli altri compagni sono arrivati di corsa, ma sono rimasti a bocca aperta nel trovarci lì con tutti i nostri carri e le bandierine disposte. Purtroppo io ho cambiato compagne di banco, niente Nina e niente Mikka, che ormai mi allietavano le lezioni da 3 anni. L'alzataccia all'alba e le mafiate mi sono valse solo il posto in ultima fila lato muro (quella dei casinisti per eccellenza) con la Brocchetta e la Jubis, fortunatamente due delle poche ragazze con cui ho un rapporto cordiale e civile perché, dopo la fregatura di aver perso le amiche migliori, conoscendo la mia sfiga, sarebbe stato appropriato anche mettermi accanto qualcuno o qualcuna che proprio non riesco a sopportare! Le tre ore della prima mattinata sono passate senza lasciarmi nulla addosso, né positivo né negativo. Quella di matematica (che poi è la supplente di quella ufficiale che ha "appena sgavato sulla nuda pietra") non si è nemmeno presentata in classe, invece abbiamo conosciuto il nuovo insegnante di Inglese e, dulcis in fundo, un'ora di spiegazione con la nostra affettuosamente detta Enzina Paola, che non cambierei nemmeno per un 10 in pagella. Il problema della scuola quest'anno è che non la sento nell'aria, non sono entrata minimamente nello spirito e temo di ritrovarmi di botto immersa nello studio e sommersa dai compiti in classe. Sarà stupido ed infantile, ma fin dalle elementari, agli inizi di Settembre facevo qualche piccolo acquisto scolastico, magari lo zaino nuovo o l'astuccio, qualche vistosa penna da sfoggiare i primi giorni e poi da dimenticare sotto al banco, il diario scelto con cura. Questa volta nulla, sono passata per caso in libreria a comprare il primo diario capitato (che però è carino, del WWF con un Procione in copertina) e oggi mi sono ricordata di non avere abbastanza quaderni e ne ho trovati un pò fra le rimanenze sugli scaffali. Ai vecchi tempi poi mia madre mi accompagnava personalmente il primo giorno e, anche se sono cresciutella, stamani mi avrebbe fatto davvero piacere un passaggio dato che il mio motorino si trova in condizioni critiche. Ma ormai la tortura è iniziata, non mi resta che entrare in quella famosa ruota che gira ed iniziare a correre come un topolino (uno carino però, non quelli che mangiano il formaggio dalle scarpe) seguendo il ritmo. Adesso rispolvero il libro di fisica e cerco di capire, dopo 5 anni, che cosa tratti questa materia a me tanto ostica, poi filo a letto... le notti brave fuori casa posso scordarmele fino al week-end! 9/9/2007 Miss sfiga ed amici.Qualche tempo fa pensavo a come le vacanze fossero iniziate e si fossero evolute in maniera perfetta, seguendo un'ipotetica scaletta, cominciando con la fine della scuola e i voti più che decorosi, poi il concerto dei Placebo, sublime come una torta di frutta, il mio compleanno, accurata messa in scena dei miei sogni, il viaggio a Dublino, intenso come il suo freddo, gli amici ritrovati in pieno, più pazzi del solito. Ma mai dire questo, perché io sono la regina della depressione (ora degli antidepressivi) e di certo con tutta questa gioia nel sangue la morte sarebbe sopraggiunta troppo presto e non mi avrebbe permesso di godere di attimi di pura sofferenza e cattiveria.
La serie di stranezze e sventure che hanno rovinato il roseo quadretto è iniziata la notte fra Mercoledì 29 e Giovedì 30 Agosto. Serata iniziata male e finita ancora peggio! Appuntamento al cinema con la Mikka per vedere "Biancaneve... sotto i nani (Bona la Prima)" che, anche se il titolo suggerisce qualcosa di spinto, in realtà non era altro che una commedia prodotta da uno studio della zona. Fiasco per la gente presente in sala. Poi se ben ricordo ci ha raggiunto il Ragazzo Perfetto e ci siamo spostati sul Lungomare per bere insieme in un posticino carino pieno di camerieri fertili (amor Eliot, sai che sento sempre il bisogno di citarti). Abbiamo parcheggiato gli scooter precisamente davanti al locale ma, quando siamo tornati a prenderli, il casco del Ragazzo Perfetto non c'era più (prima sfiga). Lui è corso a casa e noi donne abbiamo fatto colazione prima di prendere strade opposte. Appena separate alla Mikka si è rotta la ruota (seconda sfiga) posteriore ed io ormai ero lontana, probabilmente già sotto casa, o magari davanti alla porta con il mazzo di chiavi in mano. Perchè la mia proverbiale sfiga (la terza) si è manifestata lì, quando ho inserito la chiave con il cappuccio giallo nella serratura e... non si è aperto nulla, né la porta né un passaggio per un altro mondo perché non avevo nemmeno una goccia di alcohol in corpo. Erano le 4 di mattina, Manhattan era da mia nonna (poi non sa ancora aprire), mia sorella era ancora in vacanza in Sardegna e i miei genitori erano usciti di casa per andare a lavoro, perciò nessuno da dentro poteva farmi entrare e nemmeno i calci a ripetizione con le zeppe mi aiutavano. Ho chiamato i miei che fra un Dio Sbuccia Nespole e un Dio Camion (mia madre era convinta che 1) fossi ubriaca e non trovassi il buco 2) fossi ubriaca e inserissi la chiave sbagliata 3) fossi ubriaca e stessi cercando di scassinare una porta non mia) sono tornati indietro, ma nemmeno loro sono riusciti a sbloccare la situazione e la porta. Morale della favola? La cara Holly rimane sempre fregata ed ha subito 12 ore di prigionia, alias permanenza forzata in casa di sua sorella Torta Sacher che, non essendo ancora del tutto costruita, non ha né bagno né cucina. Se non ci ho lasciato le penne ci è mancato poco, ho cercato di dormire il più possibile e poi mi sono messa a guardare foto di quando ero bambina dai capelli rossi e crescendo una glossy doll (come dice LieuCifer). Depressione atroce. Fossero finite qua le disavventure non mi sarei nemmeno lamentata più di tanto, ma fra Giovedì 6 e Venerdì 7 ho davvero raggiunto il livello massimo! Mi sono vista con la compagnia al completo (anche la Franciapesca di ritorno dalla Sardegna) ed ho parcheggiato il motorino dove sempre, davanti all'Hotel più grande che la mia Bikini Bottom può permettersi. E qua integro le mie parole con quelle del Carabiniere che ha formalizzato il furto la mattina dopo perché, ebbene sì, me l'hanno rubato. "Ieri, 06.09.2007, verso le ore 23:00, parcheggiavo il mio scooter Aprilia Scarabeo di colore azzurro chiaro, targato XXXXX, lungo la strada C. Battisti di XXXXX, regolarmente chiuso a chiave. Verso le ore 01:00 successive, nel riprendere il suddetto ciclomotore, mi accorgevo che non era più presente, lì, dove lo avevo lasciato." Il mio caro Sebastian, quello ricoperto di adesivi introvabili e con lo specchietto amabilmente spiaccicato di Crystal Ball giallo, quello che mi ha accompagnata a scuola per quattro anni e per altrettanto tempo in giro per la mia vita. Non era più lì, non era nelle strade accanto, non era buttato nel fiume, non era nascosto da una siepe, non era in nessuno dei posti dove la Franciapesca e la Mikka mi hanno portata a cercare. Ho pianto, tanto, ma questo era l'intento di chi me l'ha preso perché ha mirato ad una delle cose a cui più tengo, altrimenti mi avrebbe solo squarciato le ruote o spaccato qualche pezzo. Ieri ad ora di pranzo poi mi ha telefonato una Dea, colei che fra poco si troverà una statua sotto casa con le sue forme, la Franciapesca che, passando per fatti suoi in una delle zone meno belle della città, si è trovata davanti il mio povero Sebastian. Qua racconterò la versione che tutti si aspettano di sentire perché, essendoci proprio lì dove è stato ritrovato il motorino un accampamento di zingari, ci siamo rassegnati all'idea che uno di quelli se lo fosse preso per tornare a casa (anche perché io sono fissata con il conto dei chilometri e so che al massimo ne hanno fatti 10, quelli fra l'Hotel dove era parcheggiato e quella via). Il povero Sebastian ha il sottosella spaccato (cosa che mi puzza perché se uno è esperto di questi furti, sa che lo Scarabeo non ha il portaoggetti anche lì), l'accensione ovviamente è manomessa, non funzionano il clacson e le frecce, ci sono fili che pendono ovunque ma, cosa che sempre mi puzza e ancora di più, il bauletto è intatto ed è scontato che dentro ci avessi almeno il casco (e pure la felpa dei Ramones), rubabilissimo. Continuo con le incongruenze: accanto al mio motorino ce n'era un altro rubato, ma era senza targa, il mio invece ce l'aveva e alla ruota anteriore c'era pure il ferma disco che l'altro si sognava. Seconda morale della favola: Holly per ora non va ad appiccare il fuoco dagli zingari, perché è un esperta di puzzle e sa che i pezzi se non entrano alla perfezione, non sono quelli giusti. Azzardo la mia ipotesi, un certo Mister X e un certo Mister Y hanno preso il mio motorino e si sono divertiti a romperlo un pò, poi l'hanno lasciato dove ce n'erano altri rubati per non destare sospetti, ma hanno messo il blocca disco per paura che un vero ladro me lo rubasse e non potessero più restituirmelo alla fine dello scherzo. Ma la mia mente vola e anche gli antidepressivi si fanno spazio proprio in questo momento. Terza ed ultima favola con terza ed ultima morale: se rompete qualcosa di vetro in casa, non camminate scalzi. Holly Venerdì notte ha calpestato una scheggia ed ha perso sangue per mezz'ora, imbrattando tutta la casa. 9/3/2007 La macchina delle avventureLa Nina è ormai patentata da mesi e gentilmente si offre di raccattare me e le altre, che abitiamo a 10 km di distanza l'una dall'altra, per portarci a girare a vuoto nel poco spazio che ci concede la città. Per ripagarla non vuole nemmeno i soldi della benzina, le bastano sacchetti pieni di manga e, quando non ha lei sulla coscienza i passeggeri, qualche salutare Rum&Pera in Baraonda. La mia patentata preferita e la sua fedele Seicento ci hanno accompagnate in assurde avventure nell'ultimo mese e questo è un tributo a loro e un modo per rendere partecipi i lettori di quanto le donne al volante non siano un pericolo... siano solo matte! FARE BENZINA. Di solito fare il pieno è un problema della Mikka che ci impiega dai 5 agli 8 minuti per riempire il serbatoio dello Scarabeo, ma se si tratta della Nina lo scenario cambia. Una settimana fa, notte, zona periferica della città, spia rossa accesa, la Nina giustamente dice: "Dobbiamo fare benzina!" Ottimo, ineccepibile, passiamo davanti ad un distributore con una palma di lucine intermittenti verdi, a 'mo di decorazione, impossibile da non notare (dopo la Muraglia Cinese dallo spazio si vede solo quella) e la Nina accelera. La Mikka, perplessa, urla: "Nina, il distributoreeeeeee!!!!" Inchiodata, svolta improvvisa, panico. Nessuno poteva lamentarsi ora, bastava scendere a mettere i soldi nella macchinetta e prendere la pompa, chi se ne fregava più della macchina quasi ribaltata su due ruote! QUALCUNO HA FAME. Solita serata di donne in macchina (che per meglio chiarire siamo sempre io, la Nina, sua cugina Arianna e la Mikka) affamate... ma non di qualcosa in particolare. Senza far nomi, prima una voleva il gelato, poi la granita, poi il ghiacciolo, poi una coppetta solo di panna montata, poi le patatine e i pop-corn, poi una crèpe salata con prosciutto cotto e mozzarella, poi una dolce con la Nutella... infine il toast del McDonald's o forse l'Happy Meal per prendere i regalini di Hello Kitty. Dato che fra di noi non è la prima parola che conta, ma l'ultima, dopo aver girato fra gelaterie, cinema e piadinerie, ci siamo dirette alla grande M per far provare alla Nina l'ebbrezza del Mc Drive. Poveretta, l' abbiamo fatta inchiodare almeno dieci volte davanti a tutti i cartelloni con il menu e, non contente, la mandavamo avanti ed indietro finché un'altra macchina non ci si è piazzata sul posteriore con aria noiosa, mentre noi eravamo uforicamente allegre. Lotta su chi dovesse parlare con il commesso allo sportellino e poi, caricata la macchina di cibo, ci siamo fermate poco distanti a mangiarlo al riparo da occhi indiscreti (solo le presenti capiranno). Ma a causa proprio di quegli occhi non sono potuta rientrare dentro al fast food sbraitando in tutte le lingue che conosco perché non ci avevano dato i giochini da femmina, ma degli aggeggi infernali da maschio! Vabbè, la goduria è stata gettare le cartacce nel giardino a raggi X di qualcuno, o forse questo l'ho solo immaginato io godendo perché ho un mezzo ricordo della Nina che scendeva per andare a casa del Lozzo (bidone) e togliere le tracce del nostro crimine dalla macchina. DOVE SPEGNERE LA SIGARETTA. Per non destare sospetti, io e la Ari abbiamo l'autorizzazione a fumare in macchina, ma senza usare il posacenere e senza, ovviamente, lasciare dei bei buchetti rotondi nelle poltrone. Una sera ci è andata di lusso perché avevamo della carta dove ciccare, ma un'altra volta avevamo solo un bicchiere di plastica che si sarebbe intuitivamente sciolto col calore dei mozziconi roventi. Così, a turno, [racconto riservato a chi non ha lo sgatto facile] ci abbiamo sputato dentro per creare uno strato decente di saliva. Purtroppo non siamo dei lama e la povera Ary, che reggeva il bicchiere, si è bruciata alla prima cicca spenta. Da allora giriamo con un bicchiere pieno d'acqua. PASSIAMO A CASA E SUONIAMO. Uno dei nostri passatempi preferiti è allungare le strade e, prima di riaccompagnare me a casa, costringiamo la Nina a passare in una certa vietta dove abita una certa persona scassacazzo. Nelle vicinanze della casa prediletta, una di noi a caso si tuffa sul volante per suonare il clacson agli orari più improbabili, mentre la povera Nina, che è più buona di noi, accelera all'impazzata per non disturbare troppo. Se per caso sentite clacson nel cuore della notte... forse siete voi gli scassatori o forse è solo uno strano caso. GUANTI DI PLASTICA E CARTA IGIENICA. Ieri sera siamo andate a raccattare il povero Ragazzo Perfetto che usciva da lavoro e voleva un passaggio a casa (lo abbiamo abbordato come una battona e voleva addirittura 80 euro, poi è sceso a 40 e l'abbiamo fatto salire). Prima di riuscire a trovare il suo ristorante, abbiamo girato a vuoto per un quarto d'ora e ci siamo fermate a fare benzina (di nuovo). Non lo avessi mai visto, in quel distributore bellissimo c'era il dispenser di guanti di plastica e carta igienica gratis, per quelli che, come noi impediti, inondano tutto di benzina e poi temono di esplodere al sole. Erano troppo belli, irresistibili, peciò ho fottuto 5 paia di guanti (ovviamente uno a testa) e metri di carta igienica con cui ho addobbato gli interni e gli esterni della macchina. Poi ci siamo tutte munite di guanti (ci piace fare le cose pulite, come qualcuno di nostra conoscenza che prima di dare un bacio lava la bocca con il Wc Net alla sua donna) e abbiamo salutato tutti i passanti con aria cordiale, finché una donna non mi ha guardata male e le ho urlato in faccia in preda ad uno scatto di lucidità. TENTATO ARRESTO. Sempre ieri sera abbiamo accompagnato il Ragazzo Perfetto a casa (quello era lo scopo dell'uscita in macchina) e, in una città insulsa come la nostra, che cosa devono fare i Pulotti e i Carramba alle 2 di notte? Nulla! Infatti lui è sceso dalla macchina all'inizio della strada dove abita e una pattuglia ha girato per piazzarglisi davanti e chiedergli i documenti in quanto "era da solo in macchina con tutte donne". Muahahahahah! Non ho ancora ben capito se noi sembravamo le puttane e lui il pappone oppure se noi donne parevamo le clienti e lui il puttano. Il dubbio resterà irrisolvibile per sempre, ma almeno non ci hanno arrestato l'unico uomo della combriccola e abbiamo riso come matte! 8/26/2007 Tutti in carrozza!Stamani mattina alle 6 siamo tornati tutti a casa con la voglia di qualcosa. Alcuni erano desideri realizzabili, un ciuffo di erba gatta o un panino strapieno di salsa rosa, gamberetti, pomodoro, rucola e chissà cos'altro, ma certi sogni erano destinati a perdersi fra le lacrime ed il cuscino. Voglia di affetto, voglia di qualcuno accanto, qualcuno di ben preciso che non si era fatto vedere o che non si era lasciato avvicinare, qualcuno che forse esiste solo nelle nostre teste. Nonostante il mio pessimismo e il mal di testa dovuto al bere (finalmente reggo come prima di Dublino), ho controllato la disperazione classica che mi prende a fine settimana, perché sapevo di aver trascorso un Venerdì e un Sabato con i fiocchi, in compagnia di chi davvero mi vuole bene e ogni tanto fa prendere un pò di aria al cervello per abituarlo ai tempi che corrono. Venerdì sera ho portato la Mikka a sentire un pò di musica all'Alive, che da covo di Baraondari, era trasformato in covo di miei amici: Eliot il dormiglione, Giangi l'impagliato e l'immancabile Lollo il pizzone. Di tutti i gruppi in scaletta per la serata, siamo riuscite ad ascoltarne solo uno, il primo, perché immancabilmente c'è stato lo scandalo da fine settimana che mi ha colpita serpeggiando e mi sono dovuta difendere a colpi di messaggi ed insulti che ripeterei anche davanti ad un giudice e, forse forse, con una mano sulla Bibbia (poi se fate cambio con un romanzo porno anche meglio). Stremate dalla lite, siamo fuggite senza uomini e con un motorino alla ricerca di cibo altamente calorico. Crèpes dall'ottavo nano, Creppolo (anche se ero convinta che fosse il nono e che prima di lui ci fosse Moccolo), dove abbiamo beccato la Smeg e la Greta che ci hanno fatto compagnia nell'attesa della tarda ora di arrivo del Ragazzo Perfetto. Un salto veloce al Cash con particolari V.M.18 anni e un perfetto Long Island, in mezzo alla nuova parte del gruppo, quella che "fa paura, osserva e poi ti picchia con le borhie e fa male" (citazione, ovviamente sto scherzando, non ho mai detto né pensato puttanate del genere). Salto il racconto di come siamo arrivati al Baraonda, di dove sono rimasti i motorini, di chi è salito in macchina con chi e chi ha guidato da ubriaco. L'importante era la Mikka, la punta di diamante di quel cupo posto, pedinata da Capezzolo (e non rompetemi l'anima, voglio chiamarlo così) e costretta ad assistermi nei continui svenimenti al passaggio del mio primo amore in pista. A chiusura c'è stata una nuova mafiata per tornare a casa, motorini, macchine, passeggeri, guidatori... Vabbè, io ormai ero in casa e in qualche modo ci sarebbero arrivati anche gli altri. Sabato mattina mi sono svegliata prestissimo per gli ululati continui di un cane, non il mio Manhattan e nemmeno un altro del palazzo, era un "bau" diverso e disperato, proprio fuori dalla porta di casa (N.B. Vivo al terzo piano e non so ancora perché quel cane abbia deciso di fare le scale quando poteva fermarsi al pian terreno). Ho chiamato mia mamma pregandola di farmi aprire, ma ha sentenziato che era una scusa di qualcuno (chiamiamolo X) per entrare e, nel migliore dei casi, sarei stata stordita e derubata, nel peggiore stuprata ed uccisa (o se si tratta di Eliot viceversa). Ho scartato quell'idea, ma l'ignota bestia (sicuramente addestrata da Mister X) ha iniziato a graffiare e mugolare per impietosirmi e, in barba a mia madre, ho aperto la porta. Che amore, c'era un pacioccoso Bulldog Francese che mi grugniva per farlo entrare. Ho chiamato il numero che aveva sul collare e, ormai abituata (è il secondo cane che riconsegno), ho raccontato la storia alla padrona che è venuta a recuperarsi la bestiola. Pronta per pranzo mi è passata a prendere la Mikka per il continuo del problema dei mezzi di trasporto della notte prima, cioè mi ha accompagnata al motorino e poi a pranzo. Ieri sera mi sono lasciata convincere che i fuochi d'artificio non avrebbero turbato eccessivamente il mio essere, perciò sono uscita a mangiare una pizza con la Franciapesca e la Mikka per poi prendere i posti in piazza e salutare l'estate a forza di colpi e scintille. Non avevo mai visto così tanta gente, immagino fossero tutti turisti, perché la mia Bikini Bottom non ha tanti abitanti, giusto io, Sponge Bob, Patrick Stella e pochi altri. Stavo sclerando, le altre avevano già notato gli occhi lucidi, primo passo verso un attacco isterico causato dalla ressa e dall'odioso contatto fisico con più di 10 persone alla volta. Mi ha salvata l'appuntamento al Cash con il Ragazzo Perfetto, lontano dal casino e tanto vicino al paradiso da toccarlo quasi con un dito e con le labbra affondate nel Long Island. Tutti al Baraonda e, inaspettatamente, quel tutti includeva davvero tutti: la Mikka, la Nina, la Ari, Giangi e ovviamente noi classici e fedeli. Non lo avrei mai creduto possibile, mi brillavano gli occhi e non era più per una crisi, era per la gioia di zompettare ovunque, vedere visi conosciuti e fare baldoria dentro e fuori dalla pista. Dulcis in fundo anche le nuove conoscenze di Myspace e una raggiante Rita occupata a scacciare le brutte nasone che ronzavano intorno al suo novello uomo. Chiusura presto, prestissimo, avevo bevuto fino a dieci minuti prima e sapevo che non mi sarei ripresa facilmente prima di guidare, ma come ho scritto a tutti per messaggio, il mio inconscio guida meglio di me ed è riuscito ad accompagnarmi al forno e poi di nuovo a casa. Anche se non voglio pensarci, l'amaro in bocca c'era, nonostante la dolcissima pastina con la cioccolata. 8/22/2007 In Dublin's fair city (1-15 Agosto)15 giorni a Dublino, 15 chicche preziose. 1) Tempo _ 13 giorni su 15 ha piovuto, senza sosta, con acquazzoni violenti e leggere goccioline. La mattina sfidavo il freddo con la canottiera, la maglia a maniche lunghe e la felpa... ma vinceva sempre lui! L'acquisto migliore fatto prima di partire è stato l'ombrellino: in 18 anni di vita non ne avevo mai consumato uno così tanto. Di giorno stava perennemente aperto per ripararmi ed essere immortalato con me nelle foto; la sera stava aperto in camera mia sotto il getto caldo del phon, giusto per asciugarsi un pochino. Non sono mancate le nuvole condensate in basso a mo' di nebbia e le raffiche di vento, tutto contornato dalla deliziosa sensazione di avere un lagetto con tanto di carpe e pesci rossi dentro le scarpe. 2) Cheddar _ Io e Giangi stiamo seriamente pensando di importare chili di cheddar (soprattutto quello arancione che, a idea nostra, è fatto dalle mucche che mangiano carote), ma se ci beccano in aeroporto siamo fottuti. Memorabili le patatine fritte affogate nel cheddar da Eddie Rocket's e il panino dell'ultimo giorno grosso come una mia gamba e strapieno di formaggio. Della cucina locale abbiamo assaggiato ben poco, a me sembrava tutto orientaleggiante più che irlandeseggiante, ma c'erano un'infinità di salsette deliziose, infilate però in posti strani, tipo fra il pesce e la panatura! P.S. Il bere non era da meno, viva la Guinness e chi ha stabilito che a 18 anni potessi averne a volontà! 3) Dublino _ Città che potrebbe quasi essere adatta a me, se non fossero tutti così religiosi e bigottoni. La prima impressione però è stata che ognuno si facesse i propri fatti, coppie di etnie diverse che amoreggiavano in autobus senza destare scalpore, bande di belle signorine in vestiti hawaiani e altrettante donne con parrucche rosa e gonnelline di tulle passeggiavano indisturbate per le strade. Per descrizioni di Dublino più serie ed istruttive vi consiglio Wikipedia. 4) Activity Leaders _ Alias quei ragazzi che ci accompagnavano in giro per la città e nelle visite guidate. Con uno sforzo mostruoso ricordo che uno si chiamava John e uno Kevin, ma erano talmente simili che li confondo. Di ben altra sostanza era David, ma mica potevo farlo licenziare per soddisfare un mio capriccio! 5) Insegnanti _ In tutto ne ho avuti 4 diversi, ma senza dubbio il primo posto va a Derek (essì, io ho il diploma di fine corso firmato da lui)! Magro, chiazzato di rosso, mezzo spelacchiato... sembra la descrizione di un gattino, in realtà sto parlando di questo strano tipo che portava un gambale dei pantaloni infilato nel calzino e parlava africano. Quell'uomo che mi ha fatto fare le più grandi figure di merda, quell'uomo che a stento pronunciava il mio nome e che una mattina mi ha fatto leggere per mezz'ora di fila... nonostante tutto lo amavo dal profondo del cuore. Secondo posto a Miss Gabriella, 26 anni, polacca e con un figlio (decidete voi quale delle ultime 3 informazione è falsa). Abbiamo scoperto tardi che, oltre a conoscere parole come "Mamma mia, basta, per favore", dell'italiano conosceva pure le parolacce e gli insulti! Il giorno prima di partire mi ha detto che le sarei mancata... a me lei no, detestavo tutte le volte che ci faceva giocare a Mafia (la versione irlandese di Asso Assassino). 6) Miguel _ "Innamorata, sì ma di Miguel" colonna sonora dei 15 giorni. Miguel, 17 anni, di Madrid, ascolta Ska Oi, ateo, se la fa con una certa Laura. Questo è quello che sono riuscita a raccogliere su di lui grazie al mio occhio e alle spie piazzate in classe sua. Il lieto fine non c'è stato, ma la canzone Maracaibo già me lo suggeriva... 7) Negozi _ Belli, tanti, non troppo costosi ma... assolutamente da maledire! A Dublino se non hai la taglia 38/40 oppure la 58/60 non puoi trovare nulla. Le vie di mezzo non esistono, mi sono ridotta a comprare una maglia la Small perché avrei perso un anno di vita lasciandola appesa nel negozio, ma mi manca il respiro ogni volta che la metto! Da vedere c'era molto, centri commerciali di non so quanti piani con interi negozi dedicati agli orsetti (molto utili), tabaccherie ovunque, profumerie che all'apparenza erano solo un pò più grandi delle nostre, ma in realtà nascondevano 3 piani di sotterranei e altri 3 piani al di sopra. La Nina e mia sorella ci sarebbero morte (o forse morirò io per questa associazione di persone :P) 8) Scaldino _ E qua userò le parole più belle che la mia mente possa partorire. Le notte erano fredde, alla fine della doccia facevamo la gara di chi correva più velocemente in camera per scaldarsi con il phon, la mattina andare in bagno e spogliarsi era peggio di una bastonata. Poi ho visto lui, forma squadrata, ma sensuale, colore chiaro, dettagli neri, dotato di una piccola cordicina. L'ho tirata, con delicatezza e mi sono lasciata coinvolgere ed avvolgere. Era lo scaldino, colui che ci teneva tutti uniti sotto di sé in un caldo abbraccio, colui che ci aveva restituito il sorriso perso battendo i denti. Noi ti amiamo, rimarrà sempre un posto caldo nei nostri cuori per te. 9) Smarrimento _ Che io non fossi un granché abile nell'orientarmi era risaputo, ma anche la Cicoria ho scoperto non essere da meno. Una sera siamo andate a scuola (10 minuti di cammino dagli appartamenti) per sentire della gente stonata cantare. Ovviamente ci siamo scocciate ben presto e abbiamo preso la scorciatoia per tornare a casa. Bene, la scorciatoia ce la siamo inventata a dir la verità e ci siamo perse. Abbiamo vagato 50 minuti al buio, sotto la pioggia e in mezzo ai corvi in questo immenso campus. Quando credevamo di essere vicine, ci scoprivamo poi sul ciglio di un fossato o fuori dalla proprietà del college. Un film ad alto contenuto adrenalinico, consigliato solo a chi non soffre di mal di cuore! 10) Allarme _ Neanche a dirlo la sala e il corridoio dell'appartamento erano provvisti di allarme anti-fumo indistruttibile e inalterabile (in caso di manomissione multa di 200 euro). La prima sera, non sapendo dove altro andare a fumare, ci siamo chiusi in camera e abbiamo soddisfatto i nostri bisogni, poi una veloce ripulita e abbiamo tirato tutto nel bidone, guardacaso in cucina. Nel bel mezzo della notte, è scattato l'allarme e di nuovo ce la siamo fatta sotto! Io ero convinta che fosse rimasta accesa una cicca e avesse bruciato altra roba nel cestino (che per l'occasione è meglio chiamare Bruscar Litter), prevedevo già tutti i casini che si sarebbero scatenati... invece era partito tutto da un altro appartamento. Quella notte ho perso due chili. 11) Dito in culo _ Ho sistemato i punti a caso, ma non vedevo l'ora di arrivare a questo. Io e la Cicoria abbiamo avuto il piacere di fare la conoscenza di questa amabile fanciulla subito il primo giorno in aereo, quando ci ha deliziate parlando dei suoi fidanzati, dei giochi di sguardi fra lei e il resto del pullman, dei momenti intimi in cui si faceva toccare sotto i jeans, ma fate attenzione, sopra le mutandine! Nel corso dei giorni la situazione è peggiorata, da "dito in culo" si è evoluta in "gomito in culo", con tanto di successivi racconti di uno che le andava dietro e della sua prima volta, consumata con un inglese sul divano delle vicine di casa (piccolo particolare, erano entrambi vestiti e seduti... complimenti per aver ideato un nuovo modo per scopare)! 12) Esame _ Mentre gli altri erano alle prese con l'ultimo shopping a Dublino, noi martiri ci siamo sacrificati con l'esame. Io ho fatto il sesto livello, con argomento a piacere i Placebo (l'esaminatrice mi ha chiesto di spiegarle il testo di una canzone e per fortuna ha scelto Plasticine, una delle poche comprensibili e, soprattutto, raccontabili), la Cicoria ha dato il settimo e martire dei martiri, Giangi ha dato il nono. La soddisfazione più grande però non è stata superare l'esame, lui voleva farla pagare alla professoressa che nemmeno voleva iscriverlo ed è nato il famoso: "Puppa brutta cicciona, puppa puppa, sono passato, puppa!"... la gente chiede ancora l'esibizione live. 13) Compagni di viaggio _ Velo pietoso. Con i miei modesti 18 anni ero la più vecchia e dovevo fare la spesa di fumo ed alcolici per tutti. I bambini al contrario crescevano come i funghi con questo tempo, te li trovavi sotto la doccia intenti ad allagare il pavimento, ti svegliavi la mattina e magicamente avevi due pesti nel divano, entrate chissà come. Fra le ragazze un pò più in età c'erano quelle noiose, quelle pettegole, quelle puttane (se loro stesse se lo dicevano, posso farlo pure io), quelle che non ricordo, ma alcuni ancora mi giurano che c'erano. Le uniche carine e simpatiche che posso nominare sono Fiorenza e Lorenza, due amiche per la pelle, pronte però a tirarsi i capelli se di mezzo c'era un bel figo come De Agostini. 14) Pecore _ Mai viste così tante pecore, di tutte le misure, di tutte le gradazioni di colore. Con tutta la lana a quattro zampe che ho visto, probabilmente faranno maglioni per i due terzi del globo. Nella traversata orizzontale dell'Irlanda, da Dublino (costa Est) a Galway (costa Ovest), ho soddisfatto tutta la voglia dei futuri presepi natalizi. 15) Molly Malone _ Chiudo con la canzone della bellissima Molly, puttana di Dublino che per darsi un tono, vendeva pesci cantando "Cozze e Muscoli"! In Dublin's fair city, where girls are so pretty, I first set my eyes on sweet Molly Malone. As she pushed her wheelbarrow through streets broad and narrow, crying, "Cockles and mussels, alive, alive oh"! Now she was a fishmonger and sure twas no wonder, for so were her mother and father before. And they each wheeled their barrow, through streets broad and narrow, crying, "Cockles and mussels, alive, alive oh"! She died of a fever and no one could save her and that was the end of sweet Molly Malone. Now her ghost wheels her barrow, through streets broad and narrow, crying, "Cockles and mussels, alive, alive oh"! 7/31/2007 A Dublino fino al 15 Agosto
Domani a quest'ora probabilmente non respirerò più aria italiana. Ore 5.00 sarò già sul pullman per Roma e poi volo per Dublino. Due settimane lontana dagli affetti veri, due settimane che ho deciso di vivere da sola e all'insegna dello studio.
Non potendovi aggiornare in tempo reale ogni giorno, vi chiedo di aspettare o di cercarmi sul cellulare.
Intanto nella mia assenza realizzate che io e il Ragazzo Perfetto NON STIAMO INSIEME! L'idea di dirvi tutto il contrario è nata Venerdì notte, quando mi sono presentata in Baraonda con un anello diamantato. Eravamo allegrotti, in mezzo al casino, abbiamo sparato un pò di cavolate ed io il giorno dopo ho diffuso la notizia sui siti a cui sono iscritta. Così ho testato quanto sia veloce il passaparola in caso di scoop così succulenti. Ringrazio tutte le persone, anche sconosciute, che mi hanno mandato le felicitazioni per il mio presunto fidanzamento e mando un sonoro calcio nel posteriore a chi si è impicciato, a chi ha sfruttato le mie amiche per sapere informazioni, a chi si è permesso di chiedere cose personali.
Non vi arababiate, o almeno fatevela passare entro le prossime due settimane perché quando tornerò non vorrò sentire volare nemmeno un moscerino riguardo a questo!
7/23/2007 21 Luglio, Tante Angurie a Me!Sono ufficialmente maggiorenne, maggiorenne di fronte alla legge, maggiorenne di fronte al piercer che molto a breve mi perforerà una parte del corpo, di fronte a mia madre che ormai non mi impone più l'orario di ritorno. Mentalmente la mia maturità era già arrivata Sabato scorso quando ero andata a Torre del Lago in motorino di notte, un'esperienza di vita oserei dire, ma almeno fino a questo Sabato appena passato potevo rispondere al telefono e rifiuare gentilmente le offerte Sky e Telecom in quanto "Sono minorenne e i miei genitori sono al lavoro"... ora dovrò usare la tecnica del riaggancio immediato.
Venerdì sera, come ormai è tradizione da qualche anno, ho voluto festeggiare la vigilia ascoltando un buon concerto live. L'anno scorso mi era capitato tra le mani Luca, il Lucifero dei miei sogni e colui che aveva perso un tamarrissimo bracciale bianco e nero, prontamente rubato da me; quest'anno sono andata per la prima volta all'Alive che ospitava i Metzcal. Tranquilla e rilassata, nel mio bustino di PVC e catene, ho parcheggiato in attesa delle altre e mi sono messa a scrutare l'orizzonte con gli occhi di chi è miope e porta le lenti a contatto dalla mattina. Un tizio che passava in motorino ha pensato che stessi fissando lui e si è avvicinato, nel panico ho riacceso il motore e sono fuggita ma, stranezza, ho visto la Nina e la Mikka che uscivano già dall'Alive. A cose fatte ho ricollegato tutti i pezzi e anche questo particolare è andato al suo posto, perché la parte migliore dei compleanni, aldilà dei regali e degli auguri, sono quelle innocenti bugie che raccontano gli amici per tramarti dolcemente alle spalle. La gente nel locale era un misto fra una rimpatriata di miei compagni di scuola e una riunione settimanale dei Baraondari del Sabato; ho fatto la tessera del club, mi sono seduta al bancone e ho smalignato sugli stivali della Mikka mentre la Nina smalignava a sua volta sul mio "Taste in men (gusto in fatto di uomini)". 23.59 mi hanno afferrato le orecchie: quei 60 secondi si sono dilatati come i miei lobi al rituale tiraggio. Il Ragazzo Perfetto è arrivato, Eliot e Giangi erano già lì e sono iniziati gli auguri. Abbiamo preso le birre e occupato un tavolo, io avevo un pacchettone arancione da scartare e frugando fra la carta appallottolata di depistaggio ho scovato dei piattini con delle Superfighe e le posate abbinate. La Nina, dopo un'altra delle dolci bugie, è tornata portando qualcosa di ancora più dolce: la torta! Strati di sfoglia, crema e goduria per iniziare degnamente i miei festeggiamenti e dare definitivamente un calcio all'adolescenza. Sabato pomeriggio, per onorare un'altra delle mie tradizioni annuali, mi sono connessa per chattare e divertirmi a rispondere alla domanda "Quanti anni hai?" con un "18, proprio oggi!" Giro dei siti per raccogliere le mail di auguri tutte uguali e inizio dei preparativi per la serata. Ero un misto fra la Fata Turchina, una principessa ubriaca e una dark girl: frangia azzurro chiara sfumata verso il verdolino, coroncina, brillantini, vestito a bustino nero, scarpe spuntate con fiocco e tacco 10 centimetri. Non avendo voglia di pizza ho scelto il ristorante spagnolo La Comida, per alcuni sconosciuto e sperduto, per me e qualcun'altro come uno di famiglia! Fortunatamente i miei invitati non si sono schifati di fronte alla paella (lo so che è riso, pesce e zafferano, ma di gente schizzinosa il mondo è pieno) e nemmeno alla sangria. Tavolinata da 18 con me capotavola e poi sparsi la Nina, la Mikka, la Ari, la Smeg, la Deddè (che ci ha raggiunti tardi), Eliot, la Cicoria, Giangi, il Sanza, Marco, Dany, la Brocchetta, la Nika, Sponge Bob con consorte Francesca, il Cino, Sensui. Inutile dire alla Nina che il ristorante era spagnolo, lei continuava a ribadire che avessero scelto il rosso e il giallo per onorare Nadal (che chissà poi perché lui ha quei colori) e inutile anche fermare la Mikka che cercava di tradurre la storia delle Tapas scritta completamente in spagnolo sulle tovagliette. La cena dal punto di vista strettamente culinario è andata benone, mi è piaciuto tutto e poi, terza ed ultima tradizione, dovevo assaggiare un piatto mai provato prima e già che c'ero ho innaffiato tutto abbondantemente con la sangria, altra cosa che non bevo quasi mai. Anche sotto gli altri punti di vista sono rimasta soddisfatta, temevo che nessuno si presentasse o che scoppiassero liti a tavola e finissimo tutti a tirarci i capelli e il riso in faccia. Gli amici al tavolo erano i migliori, quelli che aveva più senso vedere, senza ipocrisie e visi falsi di compagni di classe maleducati che non hanno nemmeno risposto e se lo avessero fatto sarebbero venuti solo per deridermi. Nella pausa fra il salato e il dolce sono stata buttata fuori dalla sala a calci perché dovevano finire di archietettare qualcosa (scrivere il biglietto) così ne ho approfittato per fare le foto. Momento panico per l'apertura dei regali, avevo tutte le fotocamere puntate contro pronte a spararmi i loro flash alla rottura del fiocco, allo strappo della carta, all'apertura della confezione, alla mostra dell'oggetto. Regalo ufficiale un quadro di Francesco Musante (il mio pittore italiano preferito) che dice "Giocando con la Notte" un pò come me che vivo solo dopo le 11 di sera, poi lo specchio di Sponge Bob (non quel tipo matto di classe mia, ma la vera spugnetta gialla), il suo pupazzo, i dadi dell'amore e un vibratore (N.B. su un dado ci sono scritte le parti del corpo e sull'altro le azioni; tiri entrambi i dadi e leggi cosa fare. Io ho sostituito a capezzoli, collo e orecchie ecc... i nomi della gente che odio e alle azioni leccare, succhiare ecc... azioni più cruente tipo bruciare, trucidare, impiccare. N.B.2 il fallo vibrante è diventato centro tavola ieri sera e mio padre non ha neanche protestato). Mentre i miei occhi si riposavano a luce spenta dopo tutti gli scatti, è arrivato Giangi con la torta ufficiale (ma mi sta più a cuore quella ufficiosa del giorno prima) e le 18 fatidiche candeline da spegnere con un soffio e un desiderio pronto nella mente (un pò superficiale il mio, ma almeno non riguarda procionoidi e simili). Giù lo spumante e via parte degli amici, fedeli a me sono rimaste la Mikka, la Nina, la Deddè, la Ari, Eliot e la Smeg che mi hanno accompagnata in quello che si preannunciava un lungo giro fra i pub, ma che si è concluso subito al Cash perché era l'unico aperto. Prima ancora che arrivasse il Ragazzo Perfetto avevo già bevuto il mio Long Island, un altro offerto dalla Susanne (alias la bellona/tettona anche se a conti fatti a tette la batto) e un cervello di scimmia offerto dal suo uomo Francesco. Da allora i ricordi si annebbiano, ho visto una tetta, ho parlato del mio vestito con una ragazza che era al mio liceo in classe con Sottopassaggio, ho bevuto del colluttorio, ho salutato la Fra e Maik che aveva dei mocassini molto vintage. La Nina in tutto questo pandemonio è rimasta sobria fissando la foto di una donna bionda al muro che, sacrilegio, alla Mikka sembrava Kurt Cobain. Sobria appunto per guidare, per portare me, sua cugina Ari, la Mikka e il Ragazzo Perfetto al Baraonda (Eliot non so con chi ci sia andato), tappa obbligatoria per una serata degna del mio nome. Fortunatamente c'era gente, non come la sera prima e, regalo inaspettato, quel figo assurdo di Nicolò! Non ho ballato perché i tacchi e la testa non me l'hanno concesso, ma se la mente non mi gioca brutti scherzi, ho baciato a stampo tre ragazzi (io non faccio nomi, magari loro mi hanno dimenticata e vivono felicemente così), mi sono ricordata il nome di un ragazzo che mi aveva fatto gli auguri su Myspace, ho incontrato la Rita con sua sorella e, rullo di tamburi, mi sono abbracciata e spupazzata Nicolò che purtroppo ha confermato il concerto del 3 Agosto anche se io sarò a Dublino e l'ho supplicato di anticiparlo. Non mi sono nemmeno resa conto che fosse arrivata la chiusura, ho visto il buttafuori che si avvicinava e d'istinto mi sono alzata zoppicando per il mal di piedi, ma solo una volta in strada per tornare alla macchina ho realizzato che erano quasi le 5 e ci avevano sbattuti fuori come sempre. Cambio di scarpe veloce e di filata a far colazione alla Perla a Marina (senza la Ari che è stata rapita da sua sorella), così deserta e così bella ancora avvolta nel buio. Ennesima tappa al bagno e brioche vuota, poi ci siamo cimentati nella pagina di enigmistica del quotidiano, panico. Il rebus mi è venuto al volo, ma sul cruciverba abbiamo fatto giorno, nel senso che già fuori c'era il sole e noi non riuscivamo a stabilire di quale regione fosse capoluogo Campobasso (però abbiamo risposto bene a "Fanno i Fori in Sicilia" -> Trapani). Tornando alla macchina ho trovato per terra una bottiglietta e l'ho raccolta (chissà dove avevo la testa) senza farmi notare sennò le mie mamme e papà mi avrebbero sgridata: ancora non ho capito cos'è, ma ogni volta che la odoro vado in botta completa e così è stato anche Domenica mattina. Siamo corsi in spiaggia, già c'era gente che alle 6.30 portava a spasso il cane e noi eravamo lì, con i vestiti mezzi bagnati e la sabbia nei piedi che godevamo quegli ultimi minuti di festeggiamenti prima di chiudere gli occhi nei nostri letti. 7/21/2007 21 Luglio WikipediaIl 21 luglio è il 202° giorno del Calendario Gregoriano (il 203° negli anni bisestili). Mancano 163 giorni alla fine dell'anno. Eventi
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